Conosciamo Anna da tempo...
La sua acutezza è brillante. I suoi occhi esprimono pre-veggenza, cioè profonda intuizione e non pre-occupazione.
In questo libro dimostra di saper leggere profondamente l'anima umana e di saper anche descrivere in modo naturale i suoi labirinti.
Il romanzo potrebbe esser definito come uno specchio della vita!!!
In esso è possibile comprendere il mondo come ambiguità di opposti che spesso si scontrano e a volte cercano di convivere aiutati da sincronicità non indifferenti.
Non è facile per i protagonisti dover far fronte non a una verità assoluta ma a tante verità relative e soggettive, quasi sempre in contraddizione.
Ci mostra la vita come una vigilia, che, ha come unica certezza, il mistero dell'incertezza. Di una incertezza, nella quale agiscono tanti linguaggi segreti che vanno oltre le soluzioni sperate.
Ci mostra anche che se siamo in grado di intravvedere le nostre zone d'ombra e quelle degli altri, sarà possibile comprendere la vita nei suoi contenuti intrinseci, con la possibilità di riplasmarla più vicina al desiderio del cuore.
Il linguaggio adoperato da Anna è spesso simbolico e spesso descrittivo … questo rende ancora più interessante la lettura della trama.
Nell'opera l'intelletto, i sentimenti e le emozioni, in armonia, ci mostrano che se abbiamo il coraggio di amare la vita … non ci sono "treni persi".
Possiamo finire dicendo che è un’opera interessante, saggia, attraente, commovente e VERA!!!
Dott.ssa Maria Grazia DAL PORTO
Prof. Alberto BERMOLEN
Docenti cattedra di antropologia Università J. F. Kennedy Buenos Aires – Argentina
Formatori in gioco drammatico, biodramma pedagogico, Gestalt, disegno proiettivo, onirico e automatico.