Dio, il piccolo pomodoro e un NO

Aggiornamento: 9 feb 2021

Art. n. 3

6 Febbraio 2021

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Questa lettura accompagna un esercizio molto utile.

Portare l’attenzione a ciò che normalmente non noteremmo mai puoi essere davvero interessante, come scoprire che, anche un oggetto che diremmo banale, non lo è.







Musica consigliata come sottofondo alla lettura:

https://www.youtube.com/watch?v=_KeL3lhRYa4



L’inatteso accade.

Questo piccolo pomodoro è nato adesso, spontaneamente, nella vasca dei miei gelsomini.

Fuori stagione, in un angolo esposto al vento del nord.

Eppure è nato. Lo sfioro e mi avvicino per annusarlo. Pur essendo minuscolo emana il suo

inconfondibile e delicato profumo appena appena percettibile.

L’inatteso accade.

Non m’interessa localizzare la sua provenienza geografica.

Da dove sia arrivato il suo seme, lo so.

Dalla Verità.

La Verità è Dio.

Chi sia Dio è la domanda delle domande che tutti, proprio tutti gli esseri umani, almeno una volta nella vita si pongono.

Chi è, dove sta, che fa, qual è il Suo senso, la Sua dimensione…

Nel corso di 57 anni mi sono data tante risposte che si sono trasformate con me, con il mio

percorso e il continuo desiderio che mi ha accompagnata per molto, quello di esprimere con ciò che so fare l’allineamento a Lui.

La sintonia con Lui, come quando ti sintonizzi sulle frequenze della tua radio preferita e salvi quegli FM per ritrovarli subito, appena vuoi connetterti.

La Verità è Dio ed è un’enorme provocazione.

Una serie infinita di paradossi.

È assenza di tempo, seppur contiene l’intera storia dell’umanità.

Assenza di logica, perché la Sua logica è al di là della razionalità dell’umano.

L’ho scoperto anche come totale apertura mentre vivevo il dolore, e proprio lì ho trovato delle

chiavi di comprensione inaspettate anche sulla morte.

Mi emoziona sapere che Dio è piena fluidità nella Matrix in cui vivo perché… ho scelto di tornare prendendo la forma che vedi.

Questo volto, questo corpo e questo sguardo che a volte è stanco ma sa bene che, nel gioco

chiamato vita, Dio è l’opportunità di sperimentare OLTRE.

Oltre cosa?

Non devi chiederlo a me.

Tu sai quali sono gli “oltre” che è ora che varchi perché, vedi, gli “oltre” sono una questione

strettamente personale che, però, ti collega a tutti gli altri umani.

Lo dico in altre parole.

Significa che se superi te stesso, le tue antiche convinzioni, quelle anticaglie psicologiche di cui tanto parlano i Maestri illuminati* vai oltre i conflitti e raggiungi la pace.

La pace è quando senti di aver agito nel Bene per te stesso e per l’altro, anche quando dici un no.

Mi è capitato qualche giorno fa.

Ho detto un NO e sono entrata in una riflessione tanto profonda dove ho trovato finalmente un grande amore per me stessa e per il mio desiderio di serenità, di evitare i rimbalzi di potere, le critiche ma non quelle costruttive di cui avrei totale rispetto. Parlo di quelle critiche che non ci vuole un genio e nemmeno un sensitivo per capire la loro origine. Non partono da un modo personale di vedere le cose al fine di condividere delle idee e offrire aree di miglioramento per l’altro. Parlo di quelle critiche aspre che originano solo da contraddizioni superficiali e malcontento per se stessi. Sono così facili da riconoscere!

Ho scelto di non dedicare tempo a questo genere di cose.

Mi si potrebbe dire “ma come, parli di guarigione dei rapporti, di unità… e poi dici no a qualcuno che vorrebbe stare nella tua bolla”.

Vero.

Parlo di pace e unità ma, in questo momento della mia vita, quel no corrisponde a una necessità fondamentale, stare serena.

Non sono in cerca di adulatori che siano sinceri o meno.

M’interessa la pace e, in questo momento così importante di ricostruzione della mia vita, non mi va di accudire come un neonato chi usa l’opposizione come percorso.

Mi assumo la completa responsabilità di quel no mentre so che può offrire all’altro la possibilità di guardarsi dentro e scegliere di agganciarsi a un progetto di vita positivo che vada finalmente “oltre” la rabbia di non accettarsi e di vedere il prossimo come superiore a se stesso.

Nessuno è superiore a nessuno.

Mi è stato insegnato e a mia volta lo ripeto: qui sulla Terra non ci sono Maestri.

Questo Pianeta ci ospita ed è una scuola per tutti noi.

Le classi sono date dai livelli di coscienza.

Mai come ora, come in questo enorme processo di trasformazione planetario, ci vengono offerte possibilità di evoluzione per espandere la nostra coscienza.

Ecco, per me, da un NO può nascere un SÌ interiore come chiave di accesso a un livello superiore.

Scegli se stare nel giudizio o nella cooperazione.

Se stare nell’abbraccio di Dio o nella separazione dettata dalla non accettazione di chi sei e delle prove che la vita ti offre.

Scegli se rispettare le esperienze che tu stesso hai progettato oppure fermarti, ritirarti e dire

“passo”.

La vita dipende da te e non il contrario.

Puoi fare tutto ciò che vuoi perché sei Dio dentro, fuori e attraverso chi sei.

Ti ho detto no e riconosco Dio in te.

La mia strada viaggia parallela alla tua ma su frequenze diverse.

La meta è la stessa, si chiama evoluzione.

Lasciami sintonizzata sulle emittenti che amo.

Ora, adesso, è così.

Ti sembro fuori dai miei binari?

Forse hai ragione ma sono sincera con me stessa e con te e mi attengo al mio sentire donando al mio Cuore ciò di cui necessita in questo momento... tutto può cambiare rapidamente.

Scelgo su cosa soffermarmi e a cosa dedicare tempo.

Un piccolo pomodoro perfettamente casuale e fuori stagione è qui, di fronte a me, adesso, ora.

Mi ha portata a sintonizzarmi con Dio e sui Suoi paradossi che hanno un senso salvifico perché per me tutto, tutto ha un senso.

Vita e morte, gioia e dolore, giorno e notte, buio e Luce. Sì e no.

Sempre, buona sintonizzazione!

Anna Capurso

* rif. a Paramhansa Yogananda


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